Über uns

15 September 2016
Falstaff

Falstaff sbarca a Salina

15 September 2016
Monocle

Monocle

1 Februar 2015
DER FEINSCHMECKER

Der Kosmos DER TASCAS

13 April 2008
http://acevola.blogspot.com/2008/04/love-sex-death-in-sicily.html

Mozia written by Alfonso Cevola

9 April 2008
MHRA

A Taste of Sicily

7 Januar 2008
eRobertParker.com

Great Values from Italy

5 November 2007
Wine Spectator

Tasting Highlights: Southern Italy

4 Juli 2007
Falstaff

Tasting Sizilien

1 Januar 2007
Der Feinschmecker

100 Lieblingsweine - 2003 Camastra

1 November 2006
The Dubliner Magazine

Regaleali Nero d'Avola is the Best of the Bunch

28 Juli 2005
Wine Enthusiast

21st-Century Sicily

Juli 2005
Spirito diVino

Il nuovo s’addice a Regaleali

13 März 2005
New York Times

In Sicily, a Winery Tour With Lunch Included

27 Oktober 2003
Corriere della Sera

Regaleali: l'aristocrazia del vino siciliano di oggi.

3 Oktober 2003
Il Sole 24 Ore

Vino, debutta il future di Tasca d'Almerita.

1 September 2003
Gardena

Nuovi vini, antiche colline.

23 Januar 2003
@lfa Il Sole 24 Ore

Tasca d'Almerita: Quando la rete finisce in cantina.

15 November 2002
Wine Enthusiast

European Explosion

17 Oktober 2002
La Repubblica - ed. Palermo

L'antico piacere della Malvasia. (…)

Oktober 2002
Elle

La Siciliana.

Oktober 2002
Capital

E De Niro fa scorta di "muffa".

25 Juli 2002
L'Espresso

La Marchesa è servita.

Juli 2002
Dove

Vini da premio

Juni 2002
Capital

Pane e vino di Bruno Vespa.

Mai 2002
Bon Appétit

Bottles Full of Sun.

Mai 2002
Fuoricasa

Regaleali è arte del vino.

27 April 2002
La Repubblica - ed. Palermo

Depardieu investe in Sicilia "Qui nascerà un grande vino".

 
 
Jul 2005
Spirito diVino

Il nuovo s’addice a Regaleali

Innovazione ma anche tutela delle tradizioni: in questo connubio c’è tutta l’anima di Tasca d’Almerita, che rappresenta la storia e il futuro della viticoltura siciliana.

Lascio la Sicilia, per una volta, con poche note scritte, i profili essenziali dei vini e le sensazioni diverse da srotolare) sul tanto abusato taccuino, ma con in dote un sentimento gratificante di pienezza e soddisfazione. Pare di aver colto la visione di una più ampia prospettiva: il tempo passato e futuro in abbraccio, un’energia arcaica puntata al domani e oltre. Entrare nell’azienda Tasca d’Almerita visitarne i luoghi e conoscerne le anime, a partire dal conte Lucio Tasca e dai figli Giuseppe ed Alberto (…) significa anzitutto incontrare l’insolito e allettante connubio, qui maturato, tra storia e modernità, dove la coscienza profonda del passato e della tradizione è il piede su cui s’innestano le più nuove e percepibili proiezioni al domani, all’ulteriore ricerca, all’innovazione. Proiezioni che recepisci come bisogni reali, connaturate e naturali esigenze di crescita e di confronto, irrinunciabili. Sentite quanto l’urgenza di preservare un legame fortissimo con una ruralità che si rivela, per ritmi e consuetudini, di altri tempi, più lontani. Questa predisposizione respira ovunque, dalla cinquecentesca villa Tasca di Palermo, dove Richard Wagner amava soggiornare e dove trovò ispirazione per il terzo atto del Parsifal, fino alla tenuta di Regaleali (…). La tenuta di Regaleali è davvero l’approdo a un’altra isola, un incanto per le armonie di paesaggio, per gli orizzonti (non solo materiali e prospettici, pure ideali) che si aprono di colle in colle, a perdita d’occhio. E’ un luogo remoto e singolare, un incalzare maestoso di colline che vanno da un’altezza di 450 fino a 750 metri, altitudini che in questo entroterra determinano, anche in agosto, importanti escursioni termiche, a tutto vantaggio del corredo aromatico delle uve. Le condizioni climatiche spesso permettono di vendemmiare anche un mese dopo rispetto alla maggior parte delle altre zone viticole siciliane. Regaleali è uno spicchio di terra magica di racconti, di sorprese e di doni (…). Qui attorno all’anno Mille, c’era la casa di Rahal Alì (da cui Regaleali) (…) di origine araba e probabilmente, già all’epoca, erano presenti vigneti. Qui la storia della famiglia Tasca inizia nel 1830 quando i fratelli don Lucio e don Carmelo Mastrogiovanni Tasca (…) creano nelle campagne di Sclafani uno dei più avanzati esempi di impresa agricola meridionale. già nei decenni immediatamente successivi, epoca in cui Palermo fiorisce di vita mondana, i Regaleali Rosso e Bianco sono sulla tavola dell’alta società. Impulso più fragoroso si ha però a partire dal 1957, anno in cui Giuseppe Tasca (padre dell’attuale proprietario, conte Lucio) e sua moglie –Franca Cammarata, danno al vigneto e alla produzione di vini di qualità un ruolo preminente all’interno della tenuta. In questo periodo sono introdotti, precorrendo i tempi rispetto alle altre cantine siciliane, l’allevamento a spalliera e l’affinamento dei vini in botti di castagno. da quel momento in poi, la ricerca su queste terre è sempre praticata, fino a divenire tratto fondamentale dell’azienda. Il conte Lucio è il più coraggioso propulsore del rinnovamento. Con lui si introducono tecniche all’avanguardia in vigna ed in cantina. A lui si deve la nascita del cabernet e dello chardonnay in purezza, vini presto consacrati dalla critica di settore. A lui spetta la paternità del Rosso del Conte, uno dei primi e più grandi vini del sud da uve autoctone provenienti da un unico vigneto. Un vigneto che a vederlo mette gioia e sollievo: viti di oltre quarant’anni coltivate ad alberello basso, poche piante di uva Perticone e per il resto Nero d’Avola (…) Il successo, anche internazionale è travolgente. Ma nella famiglia Tasca il desiderio e l’indole di innovare e ricercare non si arrestano di fronte al consenso. Oggi su questi pendii si contano oltre 80 varietà di vitigni italiani e internazionali in sperimentazione e si è arrivati ad una zonazione dell’intera proprietà con una dettagliatissima carta geopedologica di tutti i terreni, scoprendo una variabilità eccezionale. S’inseriscono forze nuove, motivi nuovi: la squadra di tecnici si è impreziosita di collaboratori nuovi come il professore Gaetano Maccarrone ed il consulente enologo Carlo Ferrini (…) Poi, di schianto, per un sortilegio di questo luogo e del suo spirito, appena ti soffermi a considerare quanta innovazione, di nuovo inesorabile ti investe il richiamo a un più complesso legame con antiche e feconde consuetudini. Per ricami di strade sterrate passi da vigneti a campi e oliveti, gli orti e le pecore comisane al pascolo, e ancora a vigneti più vigneti per suoli diversi e per impianti diversi. Seguendo l’alternanza tra le varie colture, apprendi che questo è uno dei metodi naturali più antichi per interrompere la possibile diffusione dei parassiti. Così come, del resto, gli ovini a pastura sono il più antico ed efficace diserbante naturale. Il concetto puramente integralista di fattoria autosufficiente, così desueto ma oggi così agognato, (si pensi ai tanti precetti biodinamici in tal senso) qui esiste e prospera per forme e forze convergenti e complementari. (…) Le famiglie che vivono ed operano si stringono in una famiglia allargata. (…) Nel sole che cala (…) La luce che sopravvive indugia (…)foriera di speranze e proiezioni, le stesse avvertite nella famiglia Tasca, nobili agricoltori sempre infiammati di nuove curiosità e solidi convincimenti.