Il Conte Lucio Tasca d'Almerita rivendica con orgoglio le sue radici contadine e il legame forte con la terra di famiglia, la tenuta di Regaleali. "Fin da piccolo stavo in campagna con mio nonno Lucio o con mio padre Giuseppe: da loro - spiega - ho imparato tutto quello che so della campagna e dell'uva". La sua fa parte di quell'aristocrazia terriera che è all'origine della trasformazione rurale dell'isola. Gli avi acquistarono il feudo di Regaleali, (…) nel 1830. Già nell'800 i vini prodotti a Regaleali erano apprezzati dall'aristocrazia europea, accanto ai migliori prodotti di Francia e Germania, durante feste e ricevimenti importanti. (…). Decisiva fu la scelta di Giuseppe Tasca, nel 1957, (…) puntando soprattutto su vigneti ed uve, e introducendo alcune decisive innovazioni nel settore. Ricordiamo, per esempio, l'allevamento a spalliera, mai usato prima in zona, e il rinnovo della cantina - negli anni Sessanta - fino a raggiungere una capacità complessiva vicina all'attuale: 60 mila ettolitri. "Siamo stati tra i primi in Sicilia, a piantare Chardonnay e Cabernet Sauvignon…Hanno rappresentato per noi la chiave giusta per aprire 9 mercati internazionali, offrendo vini che risultassero più vicini al palato e alle conoscenze olfattive dei consumatori stranieri. Il che ci ha permesso di presentare, in un secondo momento, anche i vini siciliani più tipici, ricavati dalle uve autoctone, riscuotendo altrettanto successo. - Quali? - Credo che il nostro vitigno e vino più conosciuto, ancora oggi, tra gli appassionati italiani e stranieri di tutto il mondo, sia il Nero d'Avola. Certo il gusto si è affinato ed in questi ultimi anni la vinificazione delle uve è cambiata: i vini siciliani sono qualitativamente migliori, meno alcolici e più "freschi". Oggi utilizziamo presse orizzontali, serbatoi in acciaio inox termocondizionati e tutte quelle "robe" un po' bruttine a vedersi, però indispensabili, collocate nel fondo della nuova cantina, un po' nascoste: la scelta architettonica, visibile all'occhio, è ancora quella di una tipica masseria siciliana. (…) "Noi preferiamo vendemmiare la mattina presto, verso le 5 e mezza, quando la temperatura dell'uva è la più bassa possibile". - L'annata è stata buona? - "Avremo sicuramente bianchi strepitosi e rossi buoni, in relazione alle variazioni climatiche registrate. (…). Quindi uve buone. - Da voi ha piovuto? - "No, neanche una goccia. Del resto, sa, nella vita ci vuole sempre una certa dose di fortuna…Ogni zona ha il suo microclima e noi siamo stati particolarmente favoriti quest'anno. - A Regaleali c'è anche una bottaia per l'affinamento dei rossi, con barili da 350 litri in rovere francese, per una capacità complessiva di 600 ettolitri. Lei è tra i moderati o gli estremisti della barrique? - "Sono tra chi sostiene che non si debba mai percepire il 'legno', perché il gusto del vino deve sempre 'sentirsi', fino a far domandare: "ma questo vino è barricato o no?". In un capannone c'è la moderna linea di imbottigliamento, capace di confezionare fino a 3.400 bottiglie l'ora. Attualmente si producono nella tenuta circa 3.000.000 milioni di bottiglie. E il fatturato si aggira sui 12.600.000 euro.