Sclafani Bagni è un incantevole borgo, stertto al colmo del colle, di aspetto medievale. Passeggiarne le quiete vie, subire gli improvvisi squarci solari e, dal Castello e dal belvedere, il vertiginoso panorama, e gioia (se mi assomiigli aumentala con una gita alla Chiesa Madre, non per il vantato Ecce Homo di Frà Umile da Petralia, ultimi del '500, per il sacrcofago gerco con bassorilievo di baccanale vivace). Mezzo anni '60 la ascoperta della tenuta Regalialia (sic) in Fontana Murata, smisurò la mia gioia. Per i vini che il Conte Giuseppe Tasca d'Almerita aveva iniziato ad imbottigliare e più ancora per Lui. Entrò subito in noi il germe di un sentimento sublime: l’amicizia. All'ingresso della tenuta fiu come sospeso - ed era un giorno di calura - in un'atmosfera cristallina. Un incanto, una magia da antico libro di fiabe. Oggi il Conte Giuseppe Tasca d'Almerita è tra gli dei e i suoi vini: il Nozze d'Oro, il Rosso del Conte e lo spumante, sono conosciuti e richiesti. Alla loro uscita il Cabernet Sauvignon e lo Chardonnay, due vini da vitigni internazionali, sbalordirono; nessuno avrebbe potuto credere alla capacità di produrre cru così complessi ed elganti in terre arse dal sole. Per me non fu un buon momento, ebbi anzi paura. Avesse il figlio Lucio intrapreso la via - sbagliata - della prevalenza dei vitigni out? L'assaggio del Regaleali Rosso 2000, prodotto con uve Nero d'Avola e Perricone, che più autoctone non si può, mi rasserena. Lucio ha - del Padre - sia l'aristocraticità sia l’intelligenza. Questo vino rosso - che non ha eguali nel rapporto qualità/prezzo e che ho conosciuto (me sventurato) in assaggio, a Guida Oro già chiusa - è tar i migliori per sospensione mantica, finezza ed equilibrio dell'orbe terracqueo.