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4 Ott 2012

Chardonnay, una degustazione lunga vent’anni

Chardonnay, una degustazione lunga vent’anni

Quattordici vendemmie di Chardonnay, vent’anni di sperimentazione. All’hotel Cavalieri di Roma, in occasione del 46° congresso nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier, Lucio Tasca ha guidato una degustazione di Chardonnay proponendo dalle primissime e introvabili annate, incluse le irripetibili 1991 da botrytis cinerea e 1992 da vendemmia tardiva, fino a quelle più recenti del 2010. Profumi e sensazioni che hanno impiegato anni per diventare il sogno di un bicchiere.

Si parte nel 1979 quando si decide di investire sulla varietà, un’intuizione visionaria che poi sarebbe diventata legge. Al 1989 risale la prima annata con circa tre mila bottiglie prodotte. E si parte alla ricerca di un sogno reso possibile anche grazie alla giusta esposizione e altitudine, parametri essenziali per ottenere un buon risultato.

Il viaggio sensoriale inizia nel 2010, spazio ai giovani e al sapore fruttato. Nel 2009 il sapore diventa più deciso, lasciando comunque un sentore vanigliato. 2008 significa ginestra, fiori gialli, cera d’api con il legno della botte che sovrasta leggermente il gusto. L’impronta del vino è chiara nel 2007, avvolgente e dai toni morbidi. 2006: la pioggia non ha risparmiato quest’annata regalando comunque un omaggio alla macchia Mediterranea e alla salvia. Eccezionale e da manuale il 2005, inorgoglisce chi ci ha creduto fino in fondo. Il 2001 è l’anno della “decisione”, della terziarizzazione, della maturazione, quando il giovane cede il passo all’esperienza dell’età, pur mantenendo intatta la freschezza. Il 2000 significa frutta secca e resina mentre il 1998  intriga per l’essenza di dragongello. 1997 ovvero cerino, miele di zagara e frutta candita mentre nel 1996 l’aroma esce fuori grazie anche ad un’annata piovosa e protratta sino ad ottobre. Il gusto alcolico forte nel 1992 lascia posto al 1990 a un retrogusto dolciastro quasi di latte condensato. Il 1991 è l'anno della Botrytis cinerea, ambra purissima, un esemplare eccezionale realizzato grazie alle perfette condizioni climatiche verificatesi a Regaleali, tra agosto e settembre di quell’anno, e che permisero la propagazione della Botrytis, parassita vegetale dagli effetti particolari sulla sull’acino d’uva.

 

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