La Malvasia secondo Tasca d'Almerita. I nostri vigneti sono come dei corridoi che dalla montagna conducono dritto a mare. Cosa facciamo? Proviamo a non forzare la natura, ma cerchiamo di imitarla. In vigna cerchiamo di avere abbondante vegetazione a copertura dei grappoli, in modo da evitare scottature all'acino e garantire l'aromaticità. Sul modello della classica potatura a guyot, lasciamo un numero di gemme maggiori, circa 12-14 per capo a frutto così da regalare le gemme apicali al vento di maestrale e tramontana, e ci affidiamo alla vegetazione di mezzo. L'uva raccolta riposa in un grande magazzino, dove lentamente, con un riciclo d'aria ma senza umidità o sole cocente, si disidrata e concentra gli zuccheri.


Appartenente al gruppo dei vitigni aromatici è una delle numerose Malvasie coltivate in Italia, ed è diffusa esclusivamente nell’arcipelago delle Eolie e soprattutto a Salina. Probabilmente è stata importata sull’isola dai primi coloni greci tra il 588 e il 577 a.C., deve forse il suo acclimatamento nelle isole alla grande resistenza alla salsedine. Ha foglia di medie dimensioni, pentalobata. Il grappolo è medio, cilindrico allungato e spargolo. L'acino è da medio a piccolo, rotondo, dalla buccia sottile e poco pruinosa, assume un intenso colore giallo dorato a piena maturazione. È il frutto più nobile delle Isole Eolie, raccolto precocemente fornisce vini secchi di buona acidità, con note di erbe aromatiche e floreali. Raccolta a maturazione avanzata e con un breve appassimento fornisce ottimi vini dolci e liquorosi.